Referendum, Trump, il tramonto di Obama e il check and balance americano

Tutti si preoccupano per Trump, ma l’assetto istituzionale americano ha gli strumenti per sopravvivere a Trump. L’Italia ha le stesse garanzie?

In questo post non troverete opinioni politiche su Trump, sulla Clinton o su gli Stati Uniti ma solo una riflessione sul loro impianto istituzionale e sugli equilibri che lo compongono

Prima delle elezioni tutti a spiegarci perché Trump non poteva vincere, dopo le elezioni tutti a spiegarci perché ha vinto.

Lascio queste spiegazioni a tutti i maghi della comunicazioni, dei sondaggi etc etc.

Il ragionamento che intendo condividere ora con voi è un altro
mettiamo il caso che Trump sia quel pazzo che i democratici hanno attaccato con tutti i loro mezzi, leciti e illeciti, da quando si è candidato, gli Stati Uniti sono stati consegnati definitivamente in mano a lui?

La risposta è NO

Infatti gli Stati Uniti hanno un bilanciamento dei poteri che riesce a mettere in crisi anche un Presidente ultramediatico come Obama. Tutti parlano della Clinton ma nessuno ha detto una cosa, cioè che la spinta propulsiva di Obama e dei democratici si è fermata il 4 novembre 2014

Gli Stati Uniti hanno questa strana abitudine di votare, votare tutto e votare su tutti. Tant’è che loro, i loro parlamentari (il parlamento americano viene chiamato CONGRESSO) li rivotano, così si può dire, ogni 2 anni (con le dovute eccezioni) con delle cose chiamate MIDTERM ELECTIONS

Elezioni di midterm. Cosa sono?

Le elezioni di metà mandato o medio termine (dall’inglese Midterm Elections) si tengono negli Stati Uniti e riguardano il Congresso, le assemblee elettive dei singoli Stati, e alcuni dei governatori dei singoli Stati. Non riguardano l’elezione del presidente degli Stati Uniti.

Tale tornata elettorale si tiene il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre degli anni pari e riguarda i 435 membri della Camera dei rappresentanti e un terzo dei 100 membri del Senato (alternativamente 33 o 34). Le elezioni di metà mandato si tengono a metà del mandato presidenziale (4 anni), e da ciò deriva la loro denominazione.

Le elezioni di metà mandato riguardano anche i governatori di trentasei dei cinquanta Stati membri degli Stati Uniti: trentaquattro Stati infatti eleggono il loro governatore per un mandato quadriennale durante le elezioni midterm, mentre il Vermont ed il New Hampshire eleggono i propri governatori per un mandato biennale in concomitanza, quindi, una volta con le elezioni presidenziali, e una volta con le midterm elections. Vengono eletti inoltre in questa occasione i membri delle assemblee legislative degli Stati membri e degli organi di contea per un mandato di due anni.fonte: Wikipedia

RICAPITOLANDO

  • IL PRESIDENTE

    Viene eletto per 4 anni e massimo per 2 volte

  • i membri del congresso

    Vengono eletti con il Presidente, ma dopo 2 anni molti devono essere rieletti

  • il potere legislativo è del congresso

    Il Presidente è titolare del potere esecutivo ed ha un forte potere di veto sulla promulgazione delle leggi

Ora che siete arrivati fin qui potete capire come già nel 2014 la sconfitta dei democratici era nell’aria. Infatti nel 2014 al Congresso ci fu un rovesciamento totale delle parti.
Il risultato fu la più larga maggioranza che i repubblicani ebbero dall’ultimo secolo

  • 54 senatori
  • 247 (56.78%) membri della Camera
  • 31 governatori (62%)

La più grande maggioranza alla Camera dal 1928


Non bisogna essere dei geni per capire che se hai il Congresso contro, la tua azione politica sarà comunque spuntata ed è stato così per Obama.

Ma quello che interessa a noi è capire che negli Stati Uniti possono bastonare elettoralmente i loro eletti spesso e volentieri, mantenendo un continuo bilanciamento tra i poteri e tra le forze politiche, i cosiddetti CHECKS & BALANCES, che mettono al riparo uno Stato dalle dittature palesi (purtroppo gli assetti istituzionali ancora poco possono contro quelle mascherate).

C’è una regola aurea che dovrebbe essere impressa nella mente di tutti

I POLITICI SONO COME I PANNOLINI, VANNO CAMBIATI SPESSO E PER LO STESSO MOTIVO

Ora prendiamo l’aereo e torniamo nell’italico stivale , patria di liste bloccate, dove un politico può fare il contrario di quello che dice non avendo i cittadini uno strumento per rispedirlo a casa

Abbiamo questi Check & Balances (pesi e contrappesi)?

Pochi e superati.

Ma vi immaginate se gli italiani avessero potuto votare nel 2015 per rieleggere i parlamentari anche solo della Camera? Alfano, Scelta civica e tante altre persone che hanno cambiato casacca e che fanno da stampella al governo sarebbero solo un brutto sogno e Renzi non avrebbe avuto nemmeno la fiducia della moglie

Per esempio una legge elettorale proporzionale evita che una sola forza politica prenda il sopravvento e c’è bisogno sempre di un continuo dialogo con le altre forze (quello che ha dovuto fare Obama dopo il 2014 con il Congresso).

Se, putacaso, uno decide di fare una legge che premia con la maggioranza del 55% dei seggi chi prende 1 voto di più degli altri e poi quel 55% deve dare la fiducia come Presidente del Consiglio al proprio segretario di partito, capite voi che di pesi e contrappesi non ce ne sono.

Ora, se uno vuole un uomo solo al comando, un solo partito (magari il suo) che può fare e disfare come vuole è un’opinione legittima, anzi qualcuno l’ha messa anche in pratica tra il 1925 e 1926 con risultati che tutti conosciamo ma per favore non dite che eliminare gli ultimi pesi e contrappesi, che sono il tassello fondamentale per un’equa redistribuzione dei poteri, è necessario per far ripartire il Paese, per fare più leggi (ne facciamo più noi che Germania e Francia messe insieme) e per avere il cambiamento. Anche chi perde il lavoro subisce un cambiamento, chiedetegli se è contento.

Gli Stati Uniti sopravviveranno a Trump o chicchessia perché hanno le difese immunitarie forti fatte di strumenti che arginano il potere indiscriminato. La riforma Costituzionale Renzi-Boschi elimina anche quelle ultime garanzie, lasciando tutto in mano a chi difende le banche e non i risparmiatori, a chi aiuta i colossi mondiali e dimentica le piccole e medie imprese, a chi crea sempre ricchi più ricchi e aumenta il numero dei poveri, a chi nemmeno vuole far votare i futuri senatori ma se li sceglierà tra i suoi fedelissimi.

Per conoscere nel dettaglio altre motivazioni potete leggere la sezione del mio sito sul referendum oppure il nostro sito #iodicono

Leave a Comment